#SPORT occasione per crescere insieme

30/09/2018
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“Quando senti che la forza muore…ci devi mettere il cuore!”
Percorsi sportivi equestri integrati di crescita e inclusione sociale

Bando congiunto Fondazione Cariplo e Regione Lombardia 2018/2019
# SPORT occasione per crescere insieme

ENTI COINVOLTI:
ASDDE MONSERENO HORSES
ASD MONSERENO NO LIMITS ONLUS
ICS OLGIATE MOLGORA

OBIETTIVI

• favorire lo sviluppo psico-motorio, emotivo-relazionale e psico-educativo tramite lo sport equestre per valorizzare la globalità e l’unitarietà della persona da educare, mettendo in correlazione la dimensione cognitiva, socio-relazionale, emotivo-affettiva, fisico/motoria. La dimensione cognitiva riguarda la concentrazione, la memoria, l’osservazione, la comprensione, l’elaborazione e l’utilizzo di criteri validi per affrontare e risolvere i vari tipi di problemi, le difficoltà della pratica e della competizione sportiva. La dimensione socio-relazionale riguarda il rispetto delle regole, l’accettazione degli altri, la cooperazione, la relazione d’aiuto, lo spirito di squadra, la tolleranza, il rispetto. La dimensione emotivo-affettiva concerne la conoscenza di sé, delle proprie possibilità e dei propri limiti, l’autostima, il controllo e la gestione dei propri sentimenti e delle proprie emozioni, il superamento della frustrazione e l’accoglimento equilibrato del successo. La dimensione fisico-motoria si riferisce allo sviluppo delle capacità sensoriali e percettive, degli schemi motori, delle capacità motorie, della abilità tecniche e tattiche, della gestione delle proprie energie.
• Facilitare l’acquisizione la comprensione delle regole equestri e trasferirle nella vita quotidiana. Le regole di ogni istituzione educativa non sono contro l’aspetto emotivo-relazionale, ma, permettendone il dispiegarsi entro modalità definite, fanno in modo che questo si armonizzi con la trasmissione, l’elaborazione e la crescita del sapere e l’acquisizione di competenze. L’unità solidale va perseguita, “educata”, “curata” (nel senso di “averne cura”, sempre), in modo che le inevitabili differenze di personalità, capacità, idee e ruoli trovino modo di confrontarsi e di armonizzarsi per mezzo di buone relazioni, di buone e condivise regole di comportamento, di paziente, tollerante ma coraggiosa abitudine a valutare cosa si è fatto, cosa si sta facendo e cosa si vuole fare.
• valorizzare il linguaggio universale del gesto e della corporeità così da far percepire in particolare le potenzialità di un rapporto con le minoranze etnico-linguistiche
• accrescere il senso di sicurezza, di appartenenza al gruppo e di solidarietà nei bambini e ragazzi contrastando le potenti dinamiche economiche, culturali, sociali che hanno portato al sempre più forte isolamento della persona, della famiglia, alla scomparsa o all’indebolimento di quelle forme di incontro interpersonale, di socializzazione, di scambio umano, culturale ed educativo che era decisivo per la formazione delle persone, per il senso di appartenenza alla propria comunità e per esperienze che vedano insieme le diverse generazioni e i differenti sessi, e le diverse competenze. Sensibilizzare in modo particolare sulla tematica dell’inclusione sociale e dell’attenzione a persone, adulti e minori, con disabilità di vario tipo attraverso un’ottica che metta in luce le “abilità” oltre che le “disabilità” e che punti sulla possibilità che tutti possano diventare reciprocamente gli uni per gli altri facilitatori di resilienza
• Famiglia e società sportiva, famiglia e scuola: stabilire anche formalmente un patto di collaborazione, per facilitare reti di alleanza.
La rilevanza della figura del genitore (e dei genitori come gruppo) è notevole, anche se spesso le società e le associazioni sportive tendono a rimuoverla o a elaborarla in modo sbrigativo o solo formale. La famiglia è spesso, e ancor più lo deve diventare, una “risorsa”…. In linea generale, le relazioni famiglia-società sono produttive solo se si stabiliscono insieme regole chiare, condivise, e che siano sempre pienamente rispettate da tutti. Si tratta di un criterio irrinunciabile, anche perché fortifica la consapevolezza che gli obbiettivi, nello sport come nella vita, possono esser conquistati, ma con grande fatica e seguendo responsabilmente norme e piani di lavoro razionali. Fondamentale è quindi creare un ambiente sano, coeso, con atmosfere, regole e finalità condivise e propulsive.
• Facilitare per i ragazzi con disabilità il passaggio dall’ippoterapia (pratica terapeutica) allo sport condiviso con altri ragazzi normodotati favorendo l’interazione tra le diversità in ottica di potenziamento di risorse e di inclusione sociale.
Il progetto consiste nell’opportunità di potenziare, in casi specifici, questo passaggio, estendendo una metodologia già sperimentata con ottimi risultati. Non si può non ammettere che per un disabile la pratica sportiva non può essere considerata un puro e semplice svago del tempo libero, ma acquisisce la valenza di un potente strumento, in grado di restituire ad un essere umano quella capacità e quella dignità necessarie a far di lui un membro attivo del sistema sociale.
Lo sport accessibile ai disabili rappresenta una via d’uscita alla gabbia dell’handicap, non certo perché possa neutralizzare una lesione neurologica, spesso definitiva e perenne, ma perchè porta l’individuo ad esplorare altre potenzialità, a svilupparle ed in definitiva, a servirsene per vicariare le funzioni perdute favorendo lo sviluppo dell’autostima nella possibilità di ottenere buoni risultati condivisi con altri coetanei. Investiamo per predisporre un contesto sempre più adatto, un ambiente favorevole, dove gli stimoli siano adeguati alla condizione fisica e psichica del singolo ragazza disabile ma al contempo in un ambiente naturale, socialmente condiviso e condivisibile.

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